Introduzione e storia


Convento di Giaccherino... scrigno d’arte e cultura sulle colline di Pistoia

Il complesso dell’ex Convento di “Giaccherino” costituisce uno dei luoghi più suggestivi e rappresentativi del territorio pistoiese, ad oggi reso ancora più affascinante grazie al raffinato Restauro voluto dalla proprietà e realizzato nel pieno rispetto dell’origine storica, culturale e artistica dell’organismo architettonico.



Adesso la struttura è meravigliosa e perfetta per cerimonie, matrimoni, cene di gala ed eventi privati, pubblici e aziendali di qualsiasi tipo e, mediante una serie di interventi vòlti ad un recupero funzionale globale che ne permettano il suo mantenimento e la sua conservazione, è in corso lo sviluppo di attività culturali e artistiche di vario genere.

Le sale per gli eventi sono varie e di varia capienza; possono essere scelte in base alle specifiche esigenze e compatibilmente al budget e possono essere completate da spazi all’aperto come il giardino, i Chiostri o la terrazza, particolarmente appropriati per l’aperitivo o il buffet.

Presso il Convento si trova un attivo ufficio commerciale che gestisce autonomamente la struttura e collabora con aziende di catering, wedding planner, event planner...



La nostra organizzazione dispone anche di una cucina interna che propone menu della tradizione toscana basandosi su un’accurata preparazione e sulla materia prima di alta qualità; inoltre provvede a tutti i servizi correlati (personale di sala, allestimento, mise en place…). Qualora invece il nostro Cliente avesse già un catering di fiducia, saremo ben lieti di accoglierlo ed essere di supporto per qualsiasi necessità, col fine comune di rendere veramente unico l’evento nella location più importante e splendida della provincia di Pistoia ! Visitate il Convento di Giaccherino!



Cenni storici


Il convento di Giaccherino si trova a pochi chilometri da Pistoia, su di un colle che domina tutta la pianura che dal passo di Serravalle, dal quale si accede alla Lucchesia, si apre fino a Firenze.
Proprio per questa sua collocazione - vicino alla via Lucensis, ovvero che conduceva a Lucca – veniva chiamato fin dai tempi antichi “il convento del monte Lucense”. Il toponimo Giaccherino si pensa derivi da un oste, di nome Cecchino o Cieccherino, che doveva gestire una locanda nelle vicinanze.

Il primo impianto nacque all’inizio del XV sec, quando, in un modesto nucleo architettonico (costituito da una piccola chiesa, due chiostri intorno ai quali si aprivano delle celle, un refettorio, la cucina e l’infermeria) si insediarono i frati Minori dell’Osservanza, ovvero quel movimento di Francescani riformisti che dalla seconda metà del XIV sec. si era fatto promotore di un ritorno alla regola iniziale di Francesco, vivendo umilmente in romitaggio. La costruzione fu voluta da Gabriello Panciatichi, un ricco banchiere che praticava l’usura, e che in età avanzata, avendo timore della morte, cercò di guadagnarsi un posto in paradiso attraverso donazioni ed opere di bene. Durante i secoli il convento si ampliò fino a diventare uno dei più importanti centri francescani in Toscana. Fu dotato di opere d’arte di artisti come Mariotto di Nardo e Rossello di Jacopo Franchi, inoltre fu costruita una grande biblioteca, il convento fu eletto luogo di studio per i clerici e divenne sede di riunione periodica per i Capitoli della Provincia. Nella seconda metà del quattrocento i maggiori maestri miniatori pistoiesi e fiorentini lavorarono ad un gruppo di codici liturgici di grande rilievo artistico. Fra questi vi era anche Benozzo Gozzoli, che morì a Pistoia nel 1497 forse durante le fasi iniziali della realizzazione della Maestà, che tutt’oggi si trova in forma di sinopia nel Palazzo Comunale cittadino.



Da sempre luogo di culto, di ritiro e di studio, il convento ha ospitato durante i secoli numerosi religiosi che ricoprivano importanti cariche cattedratiche nelle università di Bologna, Pisa, Firenze e Roma. Inoltre i Padri del convento, soprattutto nel Seicento, frequentarono spesso la corte granducale in qualità di confessori: padre Jacopo Peri, eletto confessore nel 1615 di Cosimo I; padre Paolo da Virgoletta confessore di Ferdinando II a partire dal 1649; padre Giancarlo da Cutigliano confessore di Cosimo III.

Giaccherino ha subito un declino che negli ultimi decenni pareva inarrestabile, ma recentemente è stato oggetto di importanti restauri, curati dalla Soprintendenza, ed oggi è tornato ad un nuovo splendore. L’attuale proprietà è intenzionata a mantenere la vocazione culturale del luogo, offrendo i suoi spazi interni ed esterni ad attività di ricezione e allestimento di eventi di vario genere.



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