Aree di Culto

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Aree di Culto

Nonostante i lunghi secoli che il Complesso ha vissuto e gli importanti lavori di restauro che sono stati effettuati su questa meravigliosa struttura, il Convento di Giaccherino conserva ancora intatti i luoghi strettamente legati al culto, alcuni dei quali sono tutt’ora utilizzabili.

Chiesa di San Francesco in Giaccherino

La prima chiesetta rurale fu costruita nel Quattrocento mentre l’impianto odierno risale alla seconda metà del Cinquecento, quando fu nuovamente consacrata nella forma di un’unica navata a vòlte e una zona presbiteriale divisa da una balaustra in marmo. Alla base delle arcate in pietra che definiscono le campate della navata, si trova lo stemma della famiglia Panciatichi. Gli altari laterali delle nobili famiglie dei Cellesi e dei Rospigliosi, realizzati nel 1580, sono dedicati rispettivamente alla Madonna e al SS. Crocifisso. La chiesa, tutt’ora consacrata, fu dotata di un campanile innalzato nel 1595 e del nuovo Coro, con la realizzazione di 23 stalli in legno intagliato, mentre l’altare maggiore è frutto di un restauro settecentesco in seguito ad un grande incendio. Dalla zona presbiteriale, si accede alla sacrestia, dotata di banchi intagliati in noce del XVII secolo; vi si trovano un’acquasantiera in marmo e lo stemma dell’Ordine Francescano consistente nei due avambracci incrociati, l’uno rappresentante quello di Cristo e l’altro, dotato di manica della tunica monastica, quello di San Francesco, tema ricorrente nella iconografia del Convento. Mediante una scala interna si raggiunge la Cappella di San Pierino, che fungeva da matroneo; da qui si poteva partecipare alle funzioni religiose senza esser visti e in totale isolamento rispetto alla zona riservata ai comuni fedeli. Nella Chiesa sono conservate le sante spoglie di San Giuseppino

Cappella di San Pierino

Un ampio spazio tipicamente conventuale caratterizzato da uno stile molto semplice e abbellito soltanto da 4 vetrate colorate che rappresentano le figure di San Francesco e della Madonna e da un sobrio altare in marmo bianco che conserva le reliquie di San Pierino. La Cappella si raggiunge direttamente dal primo piano oppure mediante una scala interna proveniente dalla Chiesa e anticamente aveva la funzione di matroneo: da qui si poteva partecipare alle funzioni religiose senza esser visti e in totale isolamento rispetto alla zona riservata ai comuni fedeli. Può essere utilizzata per meeting o congressi con una capienza massima di 80 persone a platea.

Celle dei Frati

Ad oggi rimangono intatte circa 60 celle, le stesse dove per secoli riposavano i frati francescani che abitavano il Convento. Quasi tutte erano fornite di piccolo lavabo, semplice armadio a muro e letto, rispettando uno stile decisamente sobrio ed essenziale; molte dotate di piccola finestra verso sud da cui si poteva godere di un pacifico panorama campestre. In uno degli infiniti corridoi nella zona delle celle, delimitate da un porta che tutt’ora riporta la scritta “clausura”, è ancora presente l’orologio meccanico che scandiva i momenti della giornata dei frati francescani, dedicata per lo più alla preghiera, al lavoro e al riposo.

Via Crucis

Dal 1630 ogni venerdì Santo si rinnova la tradizione liturgica della Via Crucis, percorrendo un ripido sentiero segnato da 14 tabernacoli devozionali che scandiscono le stazioni della passione di Cristo, fino a giungere al Convento. Il percorso si conclude dentro la Chiesa di San Francesco.